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5.30 NYC: molto più di una corsa

Di ognuno dei 250 partecipanti abbiamo voluto sapere tutto: chi sei, come l’hai saputo, da dove vieni?

Questa prima 5.30 New York City è stata emozionante. I centri storici italiani sono ineguagliabili ma vedere arrivare le magliette gialle dalle 4 del mattino sull’Hudson River con lo sfondo dei grattacieli del New Jersey, lasciava letteralmente a bocca aperta.

Il console italiano Francesco Genuardi ha fatto un breve saluto poi, count down e via in perfetto 5.30 style: niente gonfiabili, niente striscioni pubblicitari, niente cronometro e niente musica, quasi scioccati da tanta semplicità questi americani continuamente bombardati da suoni e messaggi.

Mentre assaporano il ristoro di pesche, mele e prugne, ringraziano per aver proposto un evento veramente non competitivo, anzi, sembra che non aspettassero altro perché le loro corse sono comunque sempre tendenti al competitivo anche se la competizione non è mai esasperata come in Italia.

L’unico momento non competitivo lo riescono a godere solo andando a correre da soli ma sono ovviamente soli e agli americani piace molto partecipare agli eventi organizzati.

65% dei partecipanti è donna, le quali confermano il trend delle 5.30 italiane anche dall’altra parte dell’oceano: meno esasperazione e più movimento, meglio se questo movimento è parte di un vero percorso di benessere personale.

Sempre le donne, si sono documentate sul sito e fanno domande su cose che hanno letto e, rispondendo, approfondiamo insieme concetti difficilmente descrivibili su un sito. Una partecipante giapponese/americana ha voluto acquistare il libro di 5.30 anche se non capisce una sola parola d’italiano; la mattina della 5.30 ci ha detto che, per ora, aveva capito solo ’tiramisù’ e ‘gelato’.

‘Forget about run’ Non pensate alla corsa, 5.30 è molto di più!

Fanno domande tipo: “Mi dici un segreto per svegliarmi presto al mattino?” e quando rispondiamo, ascoltano rapite e ringraziano per essere stati fonte d’ispirazione.  Iniziare la giornata sentendosi meglio con se stessi è sentito di importanza vitale in una vita che va sempre più veloce, soprattutto nelle grandi città.

Il primo mattoncino di 5.30 è stato posato a New York; abbiamo ricevuto i complimenti da George Hirsh, Chairman dei New York Road Runner e ideatore della Maratona di New York per aver saputo portare “… ma avete fatto tutto da soli?” questo progetto Made in Italy qui nelle Grande Mela. Adesso si parte a lavorare per l’edizione 2020.

Gli americani, a noi, sembrano più semplici ma sono sinceramente predisposti e curiosi per tutto ciò che è nuovo e può migliorare la loro vita, anche una breve, non competitiva, corsetta all’alba

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