La 4X100 metri stile libero: Orsi deluso

Dopo l’oro di Federica Pellegrini, il nuoto italiano sfiora un’altra impresa, che purtroppo rimane solo un sogno per un secondo scarso. Marco Orsi e la staffetta 4×100 stile libero maschile – quarta alle Olimpiadi di Pechino 2008 e ai Mondiali di Roma 2009 e quinta agli Europei di Budapest 2010 – è ancora di legno in 3’12”39 con Luca Dotto (48”56), Marco Orsi (48″57), Michele Santucci (48″01) e Filippo Magnini (47″31). Davanti a loro l’Australia di Magnussen (pazzesco 47″49 in prima frazione), Targett, Abood e Sullivan in 3’11”00; la Francia di Bernard, Stravius, Meynard  Gilot in 3’11”14 e gli Stati Uniti di Phelps, Weber-Gale, Lezak e Adrian in 3’11”96, campioni olimpici e dei panpacifici, e mondiali in uscita. Un incremento cronometrico enorme compiuti dagli staffettisti italiani, che un anno fa avevano nuotato in 3’15″18 dietro alla Russia, oro continentale in 3’12″46 ed oggi quinta in 3’12″99, e alla Francia, argento continentale in 3’13″29. “Con questo tempo di andava sul podio in tutte le manifestazioni – asserisce Luca Dotto, 21 anni compiuti il 21 aprile e già 9 medaglie internazionali in carriera dal 2007, 5 in staffetta e 4 individuali – Resta la consapevolezza di essere cresciuti, ma anche tanta amarezza. Noi cresciamo e gli altri sparano 3’11”. Santucci, 22 anni compiuti il 30 maggio, suo compagno di squadra alla Larus insieme a Filippo Magnini, prova a rincuorarlo. “Eccetto Pippo, che è tornato ai livelli delle medaglie d’oro mondiali, io sono del 1989, e Dotto e Orsi del 1990. L’età è dalla nostra parte. L’obiettivo è il podio olimpico. Ricominceremo a lavorare con la stessa intensità”. L’atleta del Circolo Nuoto UISP Marco Orsi, già 10 medaglie internazionali dal 2007, è il più affranto di tutti. “Ho nuotato al di sotto delle mie possibilità”; ma è subito soccorso da Re Magno, 41 medaglie internazionali in carriera e capace di vincere due volte consecutive il titolo iridato, come le leggende Aleksandar Popov e Matt Biondi: “Il 3’12″39 è un tempo di altissimo livello. Voglio che sia chiaro il messaggio. Domani voglio leggere sui giornali che l’Italia ha disputato una finale della 4×100 straordinaria. Mi spiace molto per i ragazzi. Per la loro crescita una medaglia sarebbe stata un ulteriore stimolo. Ma bisogna valutare questo quarto posto con obiettività: avremmo firmato alla vigilia per il 3’12″39 e saremmo stati sicuri di salire sul podio”. Intanto passa Pieter van den Hoogenband – campione olimpico e primatista mondiale dei 100 stile libero dell’era senza costumi di nuova generazione e capace di battere nella finale olimpica di Sydney persino Ian Thorpe nei 200 stile libero – che si complimenta con Magnini. “Ai ragazzi devo dire grazie, bravi. A tutti. Orsi compreso. In staffetta il livello si riequilibra sempre. Stasera è andato un po’ meno forte lui; la prossima volta capiterà a me. Ma alla fine c’è sempre chi compensa. Questa è la forza della staffetta: dà sempre il reale valore della squadra. Stiamo crescendo e sono sicuro che alle Olimpiadi ci divertiremo”.