Al via il primo campionato primavera femminile: un movimento calcistico in crescita e destinato ad affermarsi

Il fischio di inizio della partita tra Fossolo e Imolese darà ufficialmente il via al campionato primavera femminile organizzato dalla Uisp.

Esordisce il primo torneo per sole giovani ragazze. In realtà sono due le competizioni a seconda della fascia d’età:

  • Una per le più piccole, le cosiddette Monelle, nate tra il 2010 e il 2012.
  • Una per le più grandi, le Girls, nate tra il 2007 e il 2009.

Oltre alle squadre già citate parteciperanno Sasso Marconi e Real Sala Bolognese, per un totale di otto squadre, quattro per ogni categoria. Marco Bergonzoni, Responsabile settore attività Calcio, sottolinea: “L’inizio di questo campionato è una tappa molto importante per il movimento calcistico femminile. Queste quattro società sono state le più lungimiranti e ci hanno creduto di più. Raramente, infatti, a quella età giocano solo tra ragazze, ma è fondamentale che nasca un movimento e che facciano un percorso tutto femminile”.

La Uisp lavora da anni al calcio femminile e si è posta l’obiettivo di svilupparlo il più possibile e di risultare un punto di riferimento per tutte quelle società che vogliono fare giocare le proprie ragazze. Se da un lato parte oggi il torneo primavera, dall’altro è già da dodici anni che viene organizzato il campionato over 30 di calcio a otto. Oltre a ciò l’Associazione ha organizzato anche due campionati open, ovvero senza limiti di età. Uno è già iniziato, mentre il secondo partirà a marzo con cinque squadre. Marco Bergonzoni commenta: “Io credo molto nel calcio femminile. Mi sembra strano che ci siano così tante squadre di uomini e così poche di donne. Sono sicuro che aumenteranno in fretta e arriveranno almeno a cinquanta squadre”.

Sport per tutti” è il motto della Uisp e per questo motivo l’Associazione lotta contro gli stereotipi che fin troppo a lungo hanno tenuto lontano le donne da certe attività. Bisogna sradicare quei binomi che hanno contraddistinto gli ultimi secoli sportivi. Ne sono esempi: donna-danza, donna-pallavolo o donna-ginnastica ritmica. Bergonzoni è convinto che questo cambiamento culturale sia già in atto: “Essere calciatrice era molto difficile in passato. Oggi, però, non è più così e i recenti mondiali femminili hanno aiutato molto a far aprire gli occhi”. Le donne devono potere praticare qualsiasi sport vogliano, calcio compreso, senza alcuna discriminazione. “È questione di abitudine. Più daremo la possibilità di vedere ragazze che danno l’anima sul rettangolo di gioco, magari con anche giocate dure, e più il movimento femminile romperà le barriere culturali”. L’impegno, quindi, è quello di continuare a creare offerta, fare circolare la voce e dare la possibilità alle ragazze di giocare.

Le calciatrici sono in continuo aumento grazie anche al corso organizzato dalla Uisp. Le donne principianti possono allenarsi due volte a settimana al campo Nettuno vicino allo Stadio Dall’Ara, e lo fanno con una grinta e una passione rara. Come sottolinea Bergonzoni: “Sono tutte molto tenaci. Quando vogliono imparare qualcosa si impegnano a fondo. Al Nettuno si sono allenate con qualsiasi condizione meteo”. I numeri dimostrano questa continua crescita: nel 2019 erano quasi trecento le tesserate, mentre nel 2020, nonostante alcune società debbano ancora finalizzare l’iscrizione, se ne contano già quasi quattrocento.

Ad inizio aprile, in concomitanza con la fine del campionato primavera che inizia in questi giorni, la Uisp organizzerà una grande festa con tutte le calciatrici per promuovere questo movimento femminile che deve continuare a crescere per affermarsi culturalmente.

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