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Puoi chiamarle Amazzoni, Dame, Contadine o Serve. Rimangono Donne.
Chi ha detto che il tiro con l'arco è solo maschile?
In passato, tante testimonianze affermano come la donna abbia avuto il coraggio o la necessità di tendere un arco, senza mai perdere la propria femminilità.
Oggi giorno, ove non esistono più circostanze che obbligano la donna a questo gesto, è rimasta la passione che come tale non ha sesso.
Allora eccole, che arrivano sui campi di gara, in macchina, con computer o cellulari, queste sono le moderne Diane, ma nel giro di pochi minuti fanno un salto all'indietro nel tempo, e riappaiono come antiche fate, con abiti lunghi, coroncine di fiori e perle e lui, l'oggetto che per qualche ora sarà il l'artefice della propria passione "l'Arco"
Chi meglio di una donna che da anni vive queste trasformazioni, può spiegare cosa si prova?
Silvia Signoretti, inizialmente Dama Uisp, nella compagnia degli "Arcieri del Reno" con presidente Scagliarini Moreno, ora anche Amazzone dei boschi nella Compagnia Fiarc della 08 Rupe di Sasso Marconi.
Come trovi la motivazione per affrontare una gara?
Qui i fattori che entrano in gioco sono veramente tanti, io lo chiamo un "turbinio di emozioni ingestibile". La gara significa mettere a frutto ore di allenamento, presso le palestre messe a disposizione delle compagnie, rivedere dentro la mia testa tutti i consigli dati dai miei maestri, essere emotivamente pronta ad affrontare una competizione, avere davanti a me altre donne altrettanto pronte e motivate per confrontare se stesse.
Però posso garantire che tutto ciò è estremamente eccitante.
Da Donna consideri il tiro con l'arco uno sport o un'arte?
Facile rispondere a questa domanda, per me il tiro con l'arco è un arte, e una disciplina. Dico questo perché prima di iniziare a tirare ho fatto un piccolo studio storico su come in passato gli arcieri vivevano "arco" e questo mi ha spinto a considerarlo un qualcosa di veramente Magico ed entusiasmante.
Cosa provi o pensi durante e dopo una gara storica?
Prima devo gestirmi l'adrenalina, poi capire cosa sta succedendo attorno a me.
Chiarito questo mi preparo con il mio abbigliamento storico, e qui comincio ad entrare nella magia.
A questo punto c'è il raduno di tutti gli arcieri e con occhio critico, osservo le altre Dame che possono essere ad un livello superiore al mio.
Con la prima freccia ecco che tremo, sudo il cuore batte a mille, poi la calma.
Durante la gara, freccia dopo freccia mi metto in competizione con me stessa, fino all'ultimo scocco.
È' Finita.
Ecco che a fine gara mi rilasso, ora posso dedicarmi alla socializzazione con gli altri arcieri, tra un pasto e un bicchiere di vino.
Esiste un antagonismo verso gli uomini, o solo fra di voi?
Secondo te? Certo che esiste fra di noi, e purtroppo a volte è anche esagerato. Ma non è tanto strano come fenomeno: siamo donne, e questo è uno dei nostri più marcati atteggiamenti.
Non è sempre così , infatti ho molte amiche arciere e riusciamo ad essere amiche sia dentro che fuori ad una competizione.
Io personalmente sento molto la gara, ma non per questo non applaudo se sul podio sale una donna che non sono io. Con gli uomini? Non mi sento di potermi mettere in paragone i Robin Hood sono un altro mondo.
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